Il governo e il piano casa

Bonus sugli stipendi e l'incentivo per le pensioni

Il lavoro per la nuova legge di bilancio è iniziato e quello che riguarda il bonus e l'incentivo per la pensione trova ostacoli non indifferenti per arrivare ad una soluzione ottimale. Fanno discutere diverse proposte che non trovano la quadra con i sindacati. Claudio Durigon, sottosegretario al lavoro, propone la possibilità per i lavoratori di andare in pensione a 64 anni anziché a 67 rinunciando la liquidazione che avviene alla conclusione del rapporto lavorativo. Così, la manovra Meloni prende forma. Cosa cambia e chi ci guadagna? I lavori sulla nuova Legge di bilancio hanno aperto ufficialmente i battenti. Fa discutere la proposta di Durigon, quella di utilizzare la liquidazione per uscire dal lavoro prima. Dalle buste paga fino al taglio Irpef per il ceto medio. Le idee sono tante ma come sempre servono i fondi:
Fa discutere:
- l'idea di Durigon, quella di includere il Tfr accumulato presso l'Inps. Riguarderebbe soltanto i dipendenti di aziende con almeno 50 lavoratori, visto che per quelle più piccole il trattamento di fine rapporto rimane nelle casse dell'azienda.
- la proposta ha scatenato molte reazioni, come quella della Cgil riferita di usare il Tfr per pagare ai lavoratori il costo della pensione anticipata. Ma il Tfr è salario differito e toccarlo vuol dire colpire i diritti conquistati col lavoro.
- un'ipotesi bocciata è anche dalla capogruppo del M5S, sarebbe che, l'idea del sottosegretario leghista è irricevibile. Dicono che nella campagna elettorale la destra ha promesso di abolire la legge Fornero, ma essendo entrate nel governo risolvono il dire: se volete uscire prima dal lavoro dovete pagate la tassa.
- vi è la proposta che riguarda quella di congelare l'età pensionabile per non far scattare l'aumento dell'età pensionistica a 67 anni e 3 mesi. Una proposta offerta dal ministro dell'Economia.
- per quanto riguarda le altre opzioni è riferita per chi decide di restare al lavoro dopo aver maturato i requisiti prima dei 67 anni, prevede un versamento in busta paga del 9,19% dei contributi Inps a carico del lavoratore.
- un'altra proposta sarebbe quella di introdurre una flat tax che riguarda le ore di straordinario, i festivi e il lavoro notturno.
- vi sono proposte per ottenere l'adeguamento delle retribuzioni al variare dell'Ipca (l'indice utilizzato come riferimento del costo della vita).
- altri incentivi prevedono tasse sugli incrementi retributivi per tre anni ovvero in alternativa un'imposta sostitutiva del 5% per un triennio.
- sul taglio tasse il governo pone l'asticella di abbassare l'Irpef dal 35% al 33% allargando lo scaglione ai redditi fino a 60mila euro.
- l'ostacolo del fondo da reperire sarebbe il costo del taglio Irpef per il ceto medio di 4 miliardi ma che potrebbe scendere a 2,5 miliardi se si pone il reddito fino a 50.000 euro, cioè scalato di 10 mila euro.

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