Le cannucce

             I raggi del sole, indeboliti dalle nubi sparse, cercavano tra spiragli di raggiungere quell'angolo di borgo ove erano raggruppati alcune persone. Ma lo smog soffocante resisteva mentre si addensava sopra il traffico come una coltre e si muoveva a rilento verso la piazza ove, sotto degli alberi, stavano alcuni anziani seduti nei sedili. Dai palazzi, che sormontavano di poco la coltre, qua e là, si osservavano gli ultimi piani che come per incanto apparivano ora sospesi ora scivolanti su un lenzuolo di nuvole, mentre contrassegnavano l'aspetto di un paesaggio irreale che a tratti si nascondeva tra quella nebbia tossica e in apparenza, innocua. Il traffico e la gente infastidita da quel denso e convulso agglomerato di veleno, aggravato dalle scorie vaganti e acuito dall'assordante rumore dei lavori stradali, ne peggioravano l'esistenza. Quegli anziani seduti a cerchio raffiguranti un quadro di saggi con espressione atipica e perplessa, esprimevano la complessa situazione del momento mentre dai loro volti si sprigionava un pessimismo formale mentre consideravano grave l'incapacità della situazione e dello stato disagevole del momento. 

Con difficoltà cercavano riposo, isolati da quel groviglio di rumori, discutevano stando avvicinati l'un l'altro per meglio sentire ciascuna opinione. Illusi di trovare una forma di protezione si accostavano alla vegetazione che, sebbene fosse estranea a quel caos, era profondamente avvilita, tale che, aveva perso il suo colore e il suo profumo. A intermittenza osservavano gli spiragli di cielo azzurro che cercavano di occupare posto cercando di spingere lo smog ad altro luogo. Per una trascendentale influenza quegli anziani erano coinvolti in opinioni e apprezzamenti idilliaci appartenenti ad altri tempi non senza nascondere espressioni pessimistiche contro il caos. Osservare questo gruppo di esistenzialisti era un caso raro anche perché, il loro strano gesticolare sembrava quello di analisti che cercavano di trovare una soluzione a un problema irrisolto ma anche sembravano dei viaggiatori accampati in un'oasi del deserto, dove il traffico e la gente erano mossi da un cupo sentimento d'insoddisfazione più che di gioia. Poco più in là, un anziano alto e magro che indossava una voluminosa giacca si dirigeva verso il gruppo portando nelle tasche interne ed esterne una grande quantità di cannucce. Fermatosi presso una pattumiera cominciò a rovistare fino a quando, trovatene delle altre, le prese e le mise nelle tasche. 

Mentre li teneva gelosamente strette una donna che sembrava conoscerlo, inavvedutamente si avvicinò e afferrò un gran numero di quelle cannucce gliele buttò via. L'uomo, invaso nella sua privacy, con grande biasimo cominciò a gridare disprezzando l'aggressione. Poi, raccolse le cannucce buttate e le ripose di nuovo nelle tasche e si diresse verso il gruppo di anziani. Una risata fece eco mentre egli si apprestava a sedersi vicino a loro. Gli fu chiesto cosa avrebbe fatto con tutte quelle cannucce, ma lui non rispose, anzi vi è più li stringeva al petto. Ad un tratto uno dei presenti annuì alla proposta di un altro passata inosservata, in un batter d'occhio, lo spinse un po' a destra e gli tolse la giacca. A questo punto, esplosero frastuoni e insulti che si propagarono intorno mentre alcuni passanti si soffermavano attratti dal quel curioso scenario. Quando furono tutti soddisfatti, gli diedero la giacca, ma senza cannucce. Questo quadro rappresentante una scena allegorica ci conduce a considerare alcuni aspetti riguardante quell'uomo meno che mediocre, inconsapevolmente ha trasmesso un messaggio umano più mortificante che piacevole. 

Questo fatto mostra a chi osserva certe differenze etiche e morali l'egoismo peggiore della coscienza umana. L'uomo, avvolte, parte con ideologie sane ma presto si trasformano in bizzarre aspirazioni di grandezza di potere che lo portano a raccogliere tutti gli onori possibili, come quel bonaccione che raccoglieva cannucce e, non avendo nessuna utilità sono state buttate. Ciò lascia affievolire l'effetto primario dell'operosità, quello che deve essere la linfa del nostro senso umano e della nobiltà di spirito, come quel gruppo di anziani che meditavano all'ombra degli alberi, ma pian piano si finisce come quell'uomo delle cannucce, a raccogliere avanzi in luoghi dispersi, dimenticando i sani valori della vita, le sole che reggono l'esistenza per un sano futuro. Le cannucce usate e raccolte non hanno dato nessun aiuto né valore morale poiché nulla quell'uomo ha costruito per i posteri e nulla ha lascito per la sua memoria o un atto per migliorare il progresso ma è stato come un inefficace uomo sulla terra.

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