I giornalisti e la privacy
28 dicembre 2023
Richiamiamo l'art. 21 della Costituzione: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. In questo comma dell'art.21 non è menzionato alcun limite di operosità né di autorizzazione specifica o alcuna censura particolare, lasciando intendere che la stampa è libertà a trecento sessanta gradi su tutto lo spazio della società, contrastando, a nostro avviso, l'articolo 12 Cost. Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni. Che avesse detto che l'art. 21 fosse in osservanza con l'art. 12 della Cost., allora, il bilanciamento sarebbe stato equo, ma questo a nostro parere non lo è stato fatto. E non solo, ma a rafforzare la libertà del giornalismo si colloca il secondo comma: Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria… che espressamente le autorizzazionisono quelle riferibili al sequestro della stampa. Il rispetto, a volte, non molto attuato dal giornalista o meglio dall'inviato si possono elencare in alcuni versi del codice odontologico: il giornalista a) difende il diritto all'informazione e la libertà di opinione di ogni persona b) rispetta i diritti fondamentali delle persone e osserva le norme di legge poste a loro salvaguardia c) tutela la dignità del lavoro giornalistico, eccetera.
Tutto questo preambolo di tutele e di libertà di espressione viene assorbito dall'art. 21 Cost. modificato e aggiornato secondo il nostro parere, in questo modo: Art. 21 La stampa è libera, tuttavia, può essere soggetta ad autorizzazioni e censure se invade la privacy e contrasta la volontà di chi è coinvolto. Può, in extremis, subire anche azioni penali. Essa deve perseguire la verità e il progresso culturale della nazione. Deve essere promotrice di dignità e giustizia. Se ricorressero queste condizioni crediamo che potrebbe esistere un bilanciamento di diritti e doveri tra il giornalista e colui che viene intervistato. In riguardo al dovere di essere dignitosi ne farebbe dei giornalisti la parte educatrice della società necessaria per i valori di virtù nazionale, essendo che, sono loro che il popolo per primo segue e ascolta. Il giornalista deve prodigarsi nello scritto e nelle parole per essere il faro della cultura nazionale, non deve essere solo fabbricatore di libri a proprio interesse o optare per una parte o per un'altra. Deve essere il guardiano della lingua e del costume. Come si vede, i suoi compiti non sono semplici ma devono essere riguardosi verso chi ascolta o legge le sue notizie, poiché, tutti crediamo a prima battuta quello che è scritto come verità e non è bello scoprire poi che le notizie sono dubbiose o anche false. Può capitare ma non deve essere di sua colpa.
