Il referendum sulla Giustizia

1 marzo 2026

La polemica che sta sorgendo sul voto referendario della separazione delle carriere nasce per la separazione dell'istituto dei PM da quello dei Giudici, ma quello che duole di più per la magistratura, secondo il nostro parere, è che verrebbero istituiti due Csm distinti, uno per i Giudici e uno per i PM, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. Ecco il primo errore che nasce dal fatto che il Presidente della Repubblica sia presidente di ambo i CSM. Articolo 84 Cost. Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica. Egli non dovrebbe avere nessun altro incarico che quello di Presidente della Repubblica, essendo che rappresenta lo stato ed è super partes in toto, essendo che, non può esserci alcuna ipotesi di parte per qualsiasi istituto. Già la base del referendum su cui si fonda è distorta a priori, essendo esplicitamente sottoposta al potere e non alla discrezionalità democratica. Il presidente o i presidenti devono essere eletti dal Parlamento punto. Ogni legislatura che li elegge devono sottostare alla pena di essere licenziati se si evincesse irregolarità di giudizio, seduta stante da parlamento in maggiorana relativa. Allora, vi sarebbe bilanciamento di potere e valore di voto referendario. Tutto il resto è una impalcatura che si poggerebbe sulla sabbia. Il fatto che rappresentanti politici delle opposizioni e di maggioranza si litigano considerando gli effetti positivi e negativi del sì e del no, non sono altro che delle opinioni inefficaci e futili, essendo che, il potere della magistratura rimarrebbe sempre sproporzionato a quello politico e che mai si arriverebbe ad una parità di potere né di collaborazione a beneficio del popolo. Secondo noi, la Costituzione, fin dal principio, è stata fatta di parte e necessiterebbe di essere modificata tutta[1]. Da questa anomalia nascono le seguenti polemiche:

- Si infiamma la polemica sulle parole di Nicola Gratteri, secondo cui al referendum sulla Giustizia "per il 'no' voteranno le persone perbene", mentre "Voteranno per il 'Si' gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente".

- Le polemiche nascono da un intervento di Bartolozzi nel corso di una trasmissione andata in onda sabato scorso sull'emittente siciliana Telecolor. Durante il confronto con la senatrice Ilaria Cucchi. "Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione.

- con la senatrice di Avs Ilaria Cucchi, che aveva chiesto alla capo di gabinetto perché il governo "ha tutto questo interesse per il processo penale", quanto le maggiori criticità sono nel civile. Si è dimenticata la senatrice quando predicava contro la magistratura per non avere fatto giustizia subito per la morte di suo fratello? Così, questo referendum non sarà altro che un percorso infruttuoso come tutti gli interventi che si faranno se non si cambia totalmente la Costituzione.

[1] https://www.linkedin.com/pulse/proposta-di-alcuni-artt-costituz-italiana-da-cambiare-giuseppe-drago-7xgff/?trackingId=dAFVgyGWQaakGh%2FVD7EhYA%3D%3D



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