Lo Stretto di Hormuz
03//04/2026
Fonte di pirateria e di appropriazione territoriale marittimo di cui l'ONU, nel silenzio, non ha mai posto una risoluzione di diritto internazionale per determinare chiaramente il libero transito per i paesi che sboccano in quella parte di mare. Lo stretto, di cui, si è appropriato unilateralmente l'Iran con una risoluzione stabilita in comune accordo con l'Oman a seguito di accordi stipulati nel 1975, è sfuggito all'opinione mondiale rappresentata dall'ONU, di non intervenire a suo tempo per tutelare il diritto di libera navigazione dei paesi affaccianti nello stretto, solo per puro disinteresse, quello di non aver considerato che quella parte fosse da attribuirla per natura a mare interazionale. Tuttavia, gli accordi sottomano dell'Iran e dell'Oman hanno creato un precedente se non una appropriazione indebita o una usucapione. Questo diritto acquisito indirettamente, viene superato dall'altro diritto della libertà di transito in un mare internazionale, di cui, i paesi affaccianti sono da considerarli come fondi interclusi.
Ecco che, questo diritto superiore dei paesi interni, annullerebbe tutti gli accordi che vi siano stati, perché nulli all'origine. Da questo, anche se non è stato detto, essendo il petrolio un prodotto primiero, sarebbe da considerare per giusta causa l'intervento di tutti i paesi che attingono olio dai paesi affaccianti per difendere il proprio diritto di sopravvivenza. Quindi, sarebbe da annullare l'occupazione impropria dell'Iran, o per lo meno, determinare una linea di mezzadria in modo da far passare le navi provenienti dai paesi interclusi che commerciano con i paesi oltre confine. Questo giusto diritto, a parere nostro, non dovrebbe causare una III guerra mondiale. È stato scritto che: la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare tutela infatti il diritto di transito negli stretti internazionali, salvo che il passaggio non venga materialmente impedito. In questa frase si nota una contraddizione che lascia spazio di critica e di stupefazione. Se l'ONU ha l'obbligo di tutelare il diritto di transito come mai non lo esercita di fronte ad un impedimento materiale, come quello che l'Iran sta esercitando ora, ponendo delle mine vaganti nello stretto, abusando sul diritto di navigazione dei paesi affaccianti? Sulla domanda che lo stretto possa essere considerato sotto dominio, come esso lo è ora, dall'Iran, si ricordi che stiamo parlando di mare e non di canale di Suez o del Canale di Panama, che sono stati costruiti attraversando una proprietà privata.
